Conto alla rovescia.


Tra pochi giorni uscirà il numero 35 di Mytico!, primo di uno story arc di 4 episodi che ho avuto il piacere di scrivere tutto solo soletto che porteranno a conclusione la prima stagione di questa fortunata (almeno stando ai dati di vendita e alla progressione del piano editoriale, da 6 numeri previsti a 38) serie. Concludiamo con l'Iliade. Vedrete poi come e cosa racconteremo.

Il plurale non è "sindrome di Otelma" ma è riferito al fatto che insieme a me hanno lavorato duramente una fitta schiera di disegnatori: una staffetta che ha permesso di chiudere il ciclo con una specie di "all star" (si avvicendano alle matite in ordine rigorosamente sparso Ivan Fiorelli, Andrea Riccadonna, Michel Mammi, Maurizio Rosenzweig, Nicolò Assirelli, Mario del Pennino e Vanessa Belardo). Per caricarci un po' e per fiaccare definitivamente le vostre difese ho pensato di ripercorrere al ritmo di un post al giorno o quasi la galoppata che ci ha portato fin qui a partire dal numero 1. La morale non cambia: gli ultimi quattro dovete proprio prenderli. Un po' per la storia che, con tutti i se e i ma del caso, mi ha regalato qualche soddisfazione, ma soprattutto per le tavole, perchè gli artisti coinvolti si sono davvero superati. Non scherzo.

E via sul viale dei ricordi con il numero 1. "Verso la gloria". O verso un plotone d'esecuzione per quanto mi riguarda (per quanto ci riguarda, giusto Andrea?). Onoratissimi di essere stati scelti per l'esordio di un progetto così importante ma assolutamente impreparati a gestirne la portata. Io tutt'ora, se ci ripenso, digrigno i denti dalla tensione. Mille difetti, sicuramente mille forzature e incertezze (non solo nostre ma di tutto l'apparato editoriale)... un parto davvero difficile. Ma non stiamo qui a recriminare, anzi. Buon riscontro di pubblico, diverse recensioni avverse. Capita anche ai migliori, figuriamoci a me.

Una cosa che mi sento di dire su questo numero 1 e sugli altri a seguire è che questo lavoro mi ha aiutato a focalizzare che, per me, il racconto sta nelle differenze. Sai, tipo che puoi prendere una birra in un bicchiere di vetro e portartela al cinema. O la mayonese sulle patatine. Ecco. Le piccole differenze.
Per un paio di pagine ero convinto di scrivere l'Iliade in versione Ultimates. Lo ammetto.

Adattare un testo significa creare differenze. Significa mettere in campo delle asimmetrie che attivino il lettore e che generino un movimento nell'immaginario. Le fotocopie non mi hanno mai appassionato. Poi il confine tra differenza e 'errore' è sottile, chiaro... Ma so per certo che ho imparato ad amare i miti greci prima con un libro della Disney, poi con i cartoni di "Hercules" e poi con un volume della collana "Dei ed eroi della mitologia ...", prima ancora che dalla lettura diretta degli autori classici. E ogni precisazione, ogni variante che ho scoperto mi ha sempre riempito di gioia e di soddisfazione. Non mi sono mai sentito tradito dal racconto edulcorato di Tantalo e Niobe letto sul libro Disney, giusto per capirci. Col numero 1 io e Andrea (e tutta la redazione) ci abbiamo provato. Forse non abbiamo centrato del tutto il bersaglio ma siamo stati comunque nei paraggi se il numero due ha subito una flessione minima delle vendite e si è assestato quasi subito sui numeri che hanno accompagnato tutta la serie (okay, il 2 e il 3 sono stati benedetti da due storie praticamente perfette di Diego Cajelli e di Matteo Casali, ma questa è un'altra storia). Chapeau come sempre al buon Andrea Riccadonna (e alla sua delicatissima citazione della "Guardia d'onore" nelle prima vignetta) versatile e caparbio (e qui era solo al primo incontro con la polvere della piana dello Scamandro...).

Ho ancora il paginone pubblicitario del Corriere piegato tra i libri sul comodino. Come una coperta di Linus.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non è un'idea un po' rischiosa quella di mettere insieme artisti diversi con stili diversi (per quanto siano tutti bravissimi)? Confido abbiate fatto un buon lavoro :) A quando la seconda stagione?

Stefano Ascari ha detto...

Ciao Anonimo! :-) A ogni artista abbiamo assegnato un segmento narrativo consistente e ben definito in modo da usare al meglio le caratteristiche di ciascuno per valorizzare il racconto senza creare confusione. Ad esempio i prologhi e gli epiloghi dei primi tre numeri sono tutti di Maurizio Rosenzweig e Vanessa Belardo... e quando li leggerai capirai il perchè. Per la seconda stagione speriamo presto :-) ci stiamo ragionando sopra!

Anonimo ha detto...

Ma arriverete alla morte di Ettore od alla fine della guerra? Mi sembra vi siano pochi episodi per concludere tutto fino al cavallo attenendosi al racconto originale...
In ogni caso grazie (per la risposta ma soprattutto per l'ottimo lavoro svolto, almeno fino ad ora)! ;)

Stefano Ascari ha detto...

Arriveremo alla fine dell'Iliade senz'altro. E forse poco, ma sottolineo poco, più in là. Il futuro forse ci riserva qualche altra incursione nel mondo del mito e l'ultimo episodio sarà sia una "fine" che... beh, immagino avrai capito. Buona lettura!