Back in time 02 - Giovanni Tizian.

Ci sono cose che vanno recuperate. Mica perchè se no sembra che uno non faccia niente e allora deve metterle tutte in fila sul blog. Ma perchè valgono di per sè.

L'incontro avvenuto ormai un mese fa con Giovanni Tizian alla Tenda, sempre sotto l'ala benevola dell'Associazione Culturale "Asino che Vola", è una di queste. In primo luogo per la qualità umana di Giovanni, che si è raccontato senza reticenze, in modo preciso, lineare e chiaro, esponendo fatti, creando collegamenti... insomma incarnando più che degnamente la quint'essenza della sua professione. Il giornalista. La sala era gremita, soprattutto di giovani, altro motivo per ricordare la serata. Assenti (direi in toto, ma potrei sbagliarmi) politici o sedicenti tali (gli stessi che due settimane prima facevano dentro e fuori da Feltrinelli per farsi fotografare tra la folla del primo incontro pubblico su vasta scala tenuto da Giovanni all'indomani dell'assegnazione della scorta). Piccola illusione di una parte bella ed energica di società che si raduna attorno a un ragazzo determinato e coraggioso. Si è parlato di criminalità organizzata, di Modena, della sua Provincia e si è letto qualcosa da "Gotica".

Vale la pena di cercarla, la firma di Giovanni Tizian, sui quotidiani. Perchè è vero che la serata è stata bella, che bello era il pubblico... ma era una di quelle bellezze che brilla per contrasto e in modo un po' doloroso. Quindi, semplicemente, bisogna continuare a stare lì con la testa. A stare dietro a Giovanni Tizian, e perchè no, anche davanti. E di fianco.

La Traviata.

Avrò modo (spero) di parlarne con calma quanto prima. Ormai dovrebbe essere pronta e stampata, "La Traviata" mia e di Alberto Pagliaro (ok, come siete pignoli, l'originale è di Verdi, va bene!). Vorrei riuscire a esprimere la gioia di lavorare con un artista del calibro di Alberto, che in questo lavoro si è speso con una generosità infinita e con sprezzo delle umane sofferenze. Personalmente sono molto fiero del risultato. Fino ad ora il miglior complimento l'ho ricevuto da Andrea. Che magari è un po' di parte, ma dice che era da un po' di tempo (vent'anni?) che non vedeva un lavoro a fumetti sul teatro così ragionato. Io quasi quasi gli credo. Di sicuro la sintonia iniziale che è scattata sul taglio critico rispetto all'opera ha aiutato sia me che Alberto a spingere sull'accelleratore e a lanciare questa nostra "Traviata" piuttosto lontano.


Giusto come nota a margine sul senso generale dell'opera, o quantomeno del nostro approccio: la storia di Violetta è una di quelle storie che, lette oggi, fanno parecchio arrabbiare. Dentro c'è tutta la ferocia delle convenzioni sociali borghesi, elargita a piccole e grandi dosi dai vari personaggi in scena, ma onnipresente. Una ferocia mascherata da pietas. Una roba tremenda. Al confronto le mille morti che circondano Violetta nell'ultimo atto sembrano quasi comparse comiche.
Beh, ne riparliamo dopo che qualcuno l'avrà letta.

Back in time 01 - Incontro alla Tenda con Roberto Valentini

Ormai è passato un po' di tempo, ma come dicevo nel post precedente sono davvero rimasto indietro. Il primo viaggio a ritroso ci riporta a un paio di mesi fa, all'incontro con Roberto Valentini, autore di "Nella città di cemento" all'immancabile Tenda e sempre sotto l'ala vigile dell'Asino che Vola. Nel terzo romanzo dedicato al suo personaggio (il giornalista "in esilio" Carlo Castelli) ci troviamo alle prese con un tema che si sta guadagnando una bella denominazione DOC in territorio modenese: i rapporti tra infiltrazioni criminali e edilizia. Resistendo alla tentazione dell'inchiesta giornalistica 'camuffata', Valentini sta dentro al genere in modo consapevole e puntuale, mescolando abilmente umane debolezze e interessi nascosti sotto al velo sottile di decenza di una città (un tempo) per bene.

Alla lunga si rimane indietro.

E non si fa in tempo a dire tutto. Ma di cose ne stanno succedendo. Da domani ricomincio con qualche post di recupero. Poi dal fine settimana si riparte sul serio.

Vorrei essere venuto in treno.

In modo da aver tempo di leggere tutto. Per ora in pole position "Portugal" di Ciryl Pedrosa.

Prima notte.

Giusto due righe per dare tempo ai miei compagni di stanza di addormentarsi. Quest'anno spero di riuscire a postare dal Festival con un po' di tranquillità. Vedremo.

E i book trailer.

Se ne parla spesso ultimamente. Non ho ancora capito se e quanto servono. Percò nel mio piccolo qualche prova l'avevo fatta.