Eleganza.

"L'uomo nell'ombra" è un piccolo gioiello. Quando è uscito l'ho trascurato, lo ammetto. Mi sembrava un thriller un po' fiappo, di maniera. Tipo quel film ogni tre che Woody Allen sbaglia regolarmente. L'altro giorno però, approfittando di un sabato mattina insolitamente tranquillo, l'ho recuperato. E va premesso che è un film, secondo me, da guardare proprio così, in un momento di assoluto relax. Polanski, a prescindere dalle sue vicende giudiziarie (se possibile), è un grande regista. Il film è incredibilmente elegante, misurato, gli interpreti ottimamente in parte (anche il buon Pierce, porello). L'intreccio e solido, graduale, sottile. Forse il colpevole non è così occulto come dovrebbe, ma questo non toglie nulla alla chiusura della vicenda (con un escamotage che avrebbe probabilmente divertito Calvino) e al finale, generoso e autoriale. Insomma, mi è piaciuto molto, mi ha tenuto incollato al sofà (bello sforzo) e mi ha impedito di leggere il giornale durante la visione (cosa che non è riuscita ad esempio al "Robin Hood" di Ridley Scott). Credo che, come "Frantic", sia uno di quei film di Polansky da rivedere, di tanto in tanto per ricordarsi il senso della parola 'tensione'.

Con un collegamento molto labile approfitto per ricordare che esiste un film con Plansky che merita di essere cercato e recuperato. Si tratta di "Una pura formalità". Poi non dite che non ve l'avevo detto.

2 commenti:

Hytok ha detto...

Adelle Dewitt, che donna intrigantemente meravigliosa! Conosci Dollhouse, vero?

PS: Una pura formalità è uno dei miei film preferiti.

Giacomo Torlai ha detto...

se una notte d'invermo un viaggiatore...
carino il film, come hai già detto tu... piacevole!